L’appartamento Grande di Castello

L’appartasmento Grande di Castello, realizzato negli anni Settanta del Cinquecento per volere del duca Guglielmo Gonzaga, è il risultato di una complessa genesi architettonica. Grazie all’adattamento di edifici già esistenti e alla realizzazione di costruzioni nuove, il prefetto delle fabbriche ducali Giovanni Battista Bertani riuscì a collegare e rendere più funzionali aree di corte tra loro separate. 

L’appartamento si articola in ambienti di rappresentanza, decorati con soggetti esaltanti le glorie della casata dei Gonzaga, e camerini a uso privato, in cui lavorarono tra ottavo e nono decennio non solo artisti mantovani – su tutti Lorenzo Costa il Giovane -, ma anche “forestieri”, come nel caso del plasticatore padovano Francesco Segala e dell’architetto e antiquario napoletano Pirro Ligorio.

Nella camera dei Capitani, così detta per la presenza dei ritratti in stucco dei primi quattro capitani del popolo, è superstite un murale raffigurante il Giuramento di Luigi Gonzaga. Le finestre ai lati del camino affacciano sul cortile dei Cani, che deve il suo nome alla presenza di una lapide murata, dedicata alla cagnolina Oriana, appartenuta a Margherita Gonzaga, sorella del duca Vincenzo I. Nato come giardino pensile nell’ambito dei lavori dell’appartamento di Troia, fu trasformato in cortile chiuso all’epoca del duca Guglielmo.​

Nella successiva camera dei Marchesi erano collocati i Fasti di Jacopo Tintoretto, realizzati tra 1578 e 1579 che celebravano momenti salienti e decisive vittorie militari della signoria gonzaghesca. Questi dipinti sono oggi conservati presso l'Alte Pinakothek di Monaco, ma sono ricordati dalle riproduzioni fotografiche.

Trascrizione

L’appartasmento Grande di Castello, realizzato negli anni Settanta del Cinquecento per volere del duca Guglielmo Gonzaga, è il risultato di una complessa genesi architettonica. Grazie all’adattamento di edifici già esistenti e alla realizzazione di costruzioni nuove, il prefetto delle fabbriche ducali Giovanni Battista Bertani riuscì a collegare e rendere più funzionali aree di corte tra loro separate. 

L’appartamento si articola in ambienti di rappresentanza, decorati con soggetti esaltanti le glorie della casata dei Gonzaga, e camerini a uso privato, in cui lavorarono tra ottavo e nono decennio non solo artisti mantovani – su tutti Lorenzo Costa il Giovane -, ma anche “forestieri”, come nel caso del plasticatore padovano Francesco Segala e dell’architetto e antiquario napoletano Pirro Ligorio.

Nella camera dei Capitani, così detta per la presenza dei ritratti in stucco dei primi quattro capitani del popolo, è superstite un murale raffigurante il Giuramento di Luigi Gonzaga. Le finestre ai lati del camino affacciano sul cortile dei Cani, che deve il suo nome alla presenza di una lapide murata, dedicata alla cagnolina Oriana, appartenuta a Margherita Gonzaga, sorella del duca Vincenzo I. Nato come giardino pensile nell’ambito dei lavori dell’appartamento di Troia, fu trasformato in cortile chiuso all’epoca del duca Guglielmo.​

Nella successiva camera dei Marchesi erano collocati i Fasti di Jacopo Tintoretto, realizzati tra 1578 e 1579 che celebravano momenti salienti e decisive vittorie militari della signoria gonzaghesca. Questi dipinti sono oggi conservati presso l'Alte Pinakothek di Monaco, ma sono ricordati dalle riproduzioni fotografiche.