L’appartamento dell’Imperatrice

L’Appartamento dell’Imperatrice, sebbene dedicato a Maria Luisa d’Austria, seconda moglie di Napoleone, fu di fatto abitato da Augusta Amalia di Baviera, moglie del viceré Eugenio Beauharnais. 

Le stanze, collocate all’interno della medievale Magna Domus, già dimora dei Bonacolsi, vennero realizzate da Paolo Pozzo durante la dominazione asburgica, e rinnovate in epoca napoleonica. Il monumentale letto a baldacchino visibile nella prima camera venne trasferito da Milano nel 1811 per volere del Beauharnais. I suoi preziosi tessuti e il telaio ligneo di color avorio, con numerosi decori a intagli dorati, trovano un coerente contrappunto negli altri pezzi in stile neoclassico che arredano la stanza: specchiere, consolles, tappezzeria, camino, inginocchiatoio e persino stufa e cassette porta legna.

I due camerini a seguire, affacciati su piazza Sordello, vennero riccamente decorati in stile neoclassico dagli artisti dell’Accademia di Belle Arti di Mantova. Sulle pareti del primo, scandite da riquadri, figurano medaglioni dipinti con episodi tratti dalle Metamorfosi di Ovidio. Il secondo camerino, con tappezzeria color ocra e sovraporta decorati, presenta un soffitto a finti cassettoni in cui sono rappresentati episodi del ciclo di Ercole e altri soggetti profani. 

Trascrizione

L’Appartamento dell’Imperatrice, sebbene dedicato a Maria Luisa d’Austria, seconda moglie di Napoleone, fu di fatto abitato da Augusta Amalia di Baviera, moglie del viceré Eugenio Beauharnais. 

Le stanze, collocate all’interno della medievale Magna Domus, già dimora dei Bonacolsi, vennero realizzate da Paolo Pozzo durante la dominazione asburgica, e rinnovate in epoca napoleonica. Il monumentale letto a baldacchino visibile nella prima camera venne trasferito da Milano nel 1811 per volere del Beauharnais. I suoi preziosi tessuti e il telaio ligneo di color avorio, con numerosi decori a intagli dorati, trovano un coerente contrappunto negli altri pezzi in stile neoclassico che arredano la stanza: specchiere, consolles, tappezzeria, camino, inginocchiatoio e persino stufa e cassette porta legna.

I due camerini a seguire, affacciati su piazza Sordello, vennero riccamente decorati in stile neoclassico dagli artisti dell’Accademia di Belle Arti di Mantova. Sulle pareti del primo, scandite da riquadri, figurano medaglioni dipinti con episodi tratti dalle Metamorfosi di Ovidio. Il secondo camerino, con tappezzeria color ocra e sovraporta decorati, presenta un soffitto a finti cassettoni in cui sono rappresentati episodi del ciclo di Ercole e altri soggetti profani.