Il lungo corridoio che collega la sala di Manto a Corte Vecchia, è detto “corridore di Santa Barbara”, per la prossimità all’omonima basilica palatina. Un passaggio diretto consentiva alla corte di raggiungere la chiesa in forma riservata, senza lasciare di fatto il palazzo.
La basilica di Santa Barbara fu edificata negli anni Sessanta del Cinquecento da Giovanni Battista Bertani, su commissione del duca Guglielmo Gonzaga. Il corridore venne fabbricato tra 1580 e 1582, al di sopra di uno dei portici che chiudono su tre lati piazza Castello. Percorrendolo in direzione di Corte Vecchia è quindi possibile godere della vista della piazzetta e della facciata della basilica sul lato sinistro, e di Piazza Castello sul lato destro.
Ai primi del Seicento il corridore ospitava numerosi dipinti, ma le opere oggi qui esposte non provengono più dalla celebre quadreria gonzaghesca, bensì da chiese e conventi mantovani soppressi tra Sette e Ottocento.
Tra di esse si distinguono i cinque dipinti con Storie di san Giovanni Evangelista visibili nella parte superiore della parete verso la basilica di Santa Barbara. Questo ciclo fu eseguito intorno alla metà del Cinquecento dai pittori Girolamo Bèdoli e Fermo Ghisoni e rivela la profonda traccia lasciata dalla lunga attività in città di Giulio Romano.
Trascrizione
Il lungo corridoio che collega la sala di Manto a Corte Vecchia, è detto “corridore di Santa Barbara”, per la prossimità all’omonima basilica palatina. Un passaggio diretto consentiva alla corte di raggiungere la chiesa in forma riservata, senza lasciare di fatto il palazzo.
La basilica di Santa Barbara fu edificata negli anni Sessanta del Cinquecento da Giovanni Battista Bertani, su commissione del duca Guglielmo Gonzaga. Il corridore venne fabbricato tra 1580 e 1582, al di sopra di uno dei portici che chiudono su tre lati piazza Castello. Percorrendolo in direzione di Corte Vecchia è quindi possibile godere della vista della piazzetta e della facciata della basilica sul lato sinistro, e di Piazza Castello sul lato destro.
Ai primi del Seicento il corridore ospitava numerosi dipinti, ma le opere oggi qui esposte non provengono più dalla celebre quadreria gonzaghesca, bensì da chiese e conventi mantovani soppressi tra Sette e Ottocento.
Tra di esse si distinguono i cinque dipinti con Storie di san Giovanni Evangelista visibili nella parte superiore della parete verso la basilica di Santa Barbara. Questo ciclo fu eseguito intorno alla metà del Cinquecento dai pittori Girolamo Bèdoli e Fermo Ghisoni e rivela la profonda traccia lasciata dalla lunga attività in città di Giulio Romano.