L'appartamento degli Arazzi - 2

Trascrizione

Gli arazzi progettati da Raffaello - che state ammirando - uniscono gli ideali della cultura italiana rinascimentale alla prestigiosa abilità tecnica fiamminga. Una delle manifestazioni più raffinate della cultura figurativa del Cinquecento, questo tipo di arte tessile proveniva per lo più da una città dei Paesi Bassi, Arràs, che diede il nome alla tecnica.

La loro manifattura era particolarmente laboriosa e richiedeva tempi molto lunghi, ai quali si aggiungevano quelli del trasporto. La serie mantovana fu tessuta a Bruxelles da tre artisti, Jan van Tìeghem, Frans Ghièteels e un terzo anonimo maestro detto “Maestro della marca geometrica”.

Per quanto raffinatissima, la loro tessitura in lana e seta non rappresenta l’apice qualitativo nella produzione di questi arazzieri, che a volte facevano uso persino di fili d’argento e d’oro. 

La seconda sala degli Arazzi accoglie sulla sinistra La caduta di Saulo sulla via di Damasco, al centro La predica di san Paolo sull’Aeròpago e a destra La consegna delle chiavi a San Pietro.

La terza sala, delle Imperatrici, ospita sulla parete d’ingresso La morte di Ananìa, sulla parete di fronte alla finestra Il sacrificio di Listri mentre sulla parete di fronte all’ingresso è La guarigione dello storpio, splendidamente inquadrata dall’impianto spaziale delle colonne tortili in prospettiva. 

L’acquisto da parte del cardinale Ercole Gonzaga di una serie di arazzi, repliche di quelli della cappella Sistina, non fu certo casuale. Alla metà del Cinquecento, Ercole ambiva infatti al soglio pontificio. Un progetto che svanì solo per pochi voti al concilio del 1559.