Trascrizione
Questo incrocio è uno snodo fondamentale dell’edificio, che collega i fortini avanzati, le cupole corazzate e la casamatta principale. Sali le scale di fronte a te: qui trovi il primo dei tre obici del forte, mentre i restanti due sono posizionati lungo il corridoio alla tua destra.
L’obice da 10 cm di calibro era la dotazione principale dei forti austroungarici degli Altipiani. Era un pezzo di artiglieria a tiro curvo in grado di sparare fino ad una gittata di 8 Km; un calibro relativamente modesto, ma maneggevole e con una notevole riserva di munizioni. Veniva utilizzato principalmente contro la fanteria, mentre i bombardamenti verso le fortezze avversarie erano affidati all’artiglieria mobile di grosso calibro.
Gli obici poggiavano su piattaforme girevoli, e la loro batteria era protetta da tre cupole corazzate d’acciaio in grado di ruotare a 360° grazie a un sistema di congegni di rotazione. Poiché gli artiglieri non avevano alcuna visuale, ricevevano le indicazioni via telefono da osservatori esterni, che li guidavano verso il bersaglio.
Essi non vedono, né conoscono il bersaglio. Sentono solo gridare delle cifre, fanno partire il colpo e poco dopo odono lo scoppio del proiettile. La torretta si empie di fumo, nuove cifre, nuovo colpo e il lampeggiar della fiamma sulla bocca del pezzo. Ogni ordine viene eseguito con fulminea velocità. Forse il prossimo colpo porterà la liberazione. Bisogna continuare a sparare! Si tratta di vita o di morte. Finchè potremo controbattere nulla è perduto.
Esci ora dalla cupola. Imbocca la galleria alla tua destra se intendi fare il percorso lungo e visitare il fortino 2, dove si trova il “cofano di controscarpa”: un’opera sporgente che proteggeva il lungo fossato esterno scavato per fermare i soldati che fossero riusciti a risalire il pendio. Altrimenti prosegui verso sinistra per visitare le altre cupole e fare il percorso più breve.