Calore e meteorologia

Trascrizione

Eccoci ora nelle sezioni dedicate allo studio del calore, a sinistra, e della meteorologia a destra. 

Uno strumento innanzitutto, davanti a voi: un modellino di macchina a vapore destinata alla preparazione del tabacco. Vedete le mole in alabastro per schiacciare il tabacco e, sul retro, i rulli che comprimevano le foglie. Era il vapore, prodotto nella caldaia a sinistra, a mettere in movimento la macchina: il vapore veniva iniettato alternativamente sopra e sotto in un cilindro, azionando così il pistone interno, e il moto del pistone veniva trasmesso a tutti gli ingranaggi. La macchina incorpora diversi perfezionamenti introdotti negli anni 1760-1780 da James Watt, tra cui il regolatore centrifugo a sfere, che vedete sul davanti. Tali innovazioni determinarono il successo delle macchine a vapore, contribuendo allo sviluppo della Rivoluzione Industriale. 

Questa macchina era destinata alla manifattura di tabacco di Venezia, di cui si vede la stampa in alto a sinistra. Il modellino fu ideato e realizzato a Milano, e ottenne una medaglia ai premi d’industria del Regno Lombardo-Veneto nel 1822. Una macchina simile sarà utilizzata con successo in Francia per portare l’acqua al parco di Versailles. Non verrà però mai realizzata a Venezia la macchina basata su questo modello: il governo austriaco non era infatti molto interessato alle innovazioni tecnologiche. Il presente modellino verrà poi regalato nel 1826 dall’Imperatore d’Austria al Gabinetto di Fisica di Padova, e diventerà uno strumento per la didattica. 

Si può parlare di un fallimento? Esempi come questo mostrano come sia delicato parlare di successo e insuccesso in ambito scientifico e tecnologico, vista l’importanza del contesto politico, sociale ed economico; insomma, il successo dipende anche dai finanziamenti, e da situazioni politiche e sociali favorevoli…

Ora giratevi e date una rapida occhiata alla vetrina. Non ci soffermeremo su tutti gli strumenti destinati allo studio del calore, ma guardiamo un attimo la parte bassa della prima vetrina a sinistra, dove è riportata una firma ingrandita.

È di Angelo Bellani, scienziato e costruttore di Monza, che si dedicò a studi sul calore e sulla meteorologia. Proprio questa firma, che si trova su uno dei termometri della vetrina, ci mostra l’amicizia tra Bellani e Salvatore Dal Negro, professore di fisica a Padova nella prima parte dell’800. Sono anche queste le storie che ci raccontano gli strumenti del Museo: storie non solo di scambi scientifici fra i fisici locali e il resto della comunità scientifica, ma anche storie di amicizie.

Volgiamo ora l’attenzione a sinistra, verso la parete dedicata alla meteorologia. Vedete a destra un termometro esposto da solo nella vetrina: è unico al mondo, come molti altri strumenti del Museo. Se lo guardate da vicino, vedrete che vi sono riportate ben otto scale termometriche diverse: la scala di Newton, di Réaumur, ecc… Nel ‘700 erano di fatto tantissime le scale termometriche in uso, e questo perché era in atto una vera e propria “corsa” per trovare quello che noi possiamo chiamare un “termometro standard”, affidabile e facilmente riproducibile. Si cercavano punti fissi affidabili; si esaminò ad esempio il punto di fusione del ghiaccio, ma anche quello della cera o del burro… Si provarono vari liquidi, dall’alcol al mercurio, fino all’olio di oliva…  Ne risultarono moltissime scale termometriche diverse: nella vetrina adiacente, ne vedete 15 nella stampa in alto e 27 in quella sottostante…. Una delle scale era dovuta proprio a Poleni! E attenzione: studiare queste scale e i termometri storici è oggi fondamentale per analizzare i cambiamenti climatici: se si esaminano infatti le misure di temperatura del passato, occorre sapere su che termometro sono state rilevate e con quale scala. Termometri antichi che diventano cruciali in questioni di attualità!  

Proseguite lungo la vetrina fino alla sezione successiva.