Tomba di Nerka Trostiàia da Este

Corredo di una tomba femminile III sec. a.C.

Trascrizione

Negli anni intorno al 275 a.C. una donna fu sepolta ad Atèste, sul versante meridionale dei Colli Eugànei. Non la accolse una fossa ma un grande sarcofago fabbricato con lastre di Scaglia Rossa. Una roccia calcarea, rossa come lo stesso nome rivela, che si è formata molti milioni di anni fa, quando queste zone erano completamente coperte dalle acque del mare.

Il suo sepolcro ha quattro pareti e un tetto spiovente. Nessun altro prima d’ora ne ha mai avuto uno simile in queste regioni. Ricorda molto le tombe etrusche. Somiglia a una casa. 

E come una casa accoglie oggetti e attrezzi utili per la vita quotidiana, in questo caso ultraterrena: piatti e stoviglie da mensa in ceramica grigia realizzati da artigiani veneti, ma anche coppe a vernice nera sovraddipinta importate dall’Etruria e da Adria.

Spiedi e pinze da fuoco, un ventaglio e un candelabro, tutti in bronzo; e ancora anelli, bracciali, scettri, un sedile in miniatura e un modello di telaio verticale con molti strumenti della filatura e della tessitura.

Nell’angolo nord della casa - sarcofago fu posata l’urna contente le ceneri della defunta, custodita all’interno di un prezioso vaso rituale in bronzo, una sìtula. Ci consegna a distanza di secoli, grazie a un’iscrizione in antico alfabeto venetico, il nome della defunta: Ègo Nèrkai Tròstiàiai. 

“Io, Nerka Trostiaia”.