L'inferno in terra: la follia

Il dolore psichico non è meno violento di quello fisico. Per descrivere i sintomi della malattia mentale, anche i più positivisti dei medici impiegavano il vocabolario tipico della demonologia: in Italia, i dottori Giuseppe Chiap e Fernando Franzolini definivano “ossessioni diaboliche” le convulsioni deliranti, mentre in Francia, il direttore del reparto malattie nervose dell’Hôpital de la Salpêtrière, Jean-Martin Charcot, descriveva come “attacchi demoniaci” i disturbi isterici. 

A questo proposito il suo assistente, il dottor Paul Richer, nel 1881 scriveva: “La paziente cerca di mordersi e di lacerarsi il viso o il petto, si strappa i capelli, si percuote con violenza, emette terribili grida di dolore oppure versi da bestia feroce”. Una descrizione che riecheggia quasi alla lettera quella delle Furie nella Divina Commedia: “Con l’unghie si fendea ciascuna il petto; battiensi a palme e gridavan sì alto...” (Inferno IX, 49-50).