La scena è ispirata a un testo visionario scritto da un monaco irlandese e assai diffuso in Europa, che narra del viaggio nell’Aldilà del cavaliere Tundalo, un grande peccatore che, sprofondato in un lungo sonno, viene guidato nell’Averno da un angelo. La geografia infernale, immersa in un’atmosfera da danza macabra, è dominata da una colossale montagna a forma di testa umana. Ciascuna delle micro-scene illustra i tormenti e i simboli collegati ai sette peccati capitali: il ratto nero incarna la lussuria; la scimmia, la menzogna; le monete, l’avarizia; il tino di vino ricolmo di suore e frati, la lussuria. Sulla destra, all’interno di un grande elmo, sono raffigurati castighi riservati ad accidiosi, collerici e golosi.