Francesco Bertos, "La caduta degli angeli ribelli"

Francesco Bertos (?) già attribuita ad Agostino Fasolato La caduta degli angeli ribelli, 1725 - 1735 ca. Vicenza, Banca Intesa San Paolo, Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari

L’opera, ricavata in un blocco unico di marmo, raffigura il combattimento tra l’esercito del bene e quello del male riportato nelle Sacre Scritture: sessanta figure formano una sorta di piramide allacciandosi in una rovinosa caduta generata dall’arcangelo Michele che, posto al vertice, sprofonda gli angeli ribelli nelle fauci spalancate dell’Inferno, con la spada sguainata e lo scudo recante le parole QVIS/ UT/ DEVS (Chi [è] come Dio [?]). Gli si contrappone alla base in posizione eretta il superbo Lucifero che, armato di forcone, punta l’indice mentre tutt’attorno a lui i compagni caduti già si trasformano in diavoli e tra loro si muovono demoniaci serpenti e draghi. 

Per l’ardita composizione e il virtuosismo tecnico, La caduta degli angeli ribelli – che secondo le fonti fu commissionata dal cavaliere del Sovrano Militare Ordine di Malta Marcantonio Trento, e potrebbe quindi alludere all’impegno del cristiano militante di cui San Michele è il protettore – ha da sempre generato meraviglia tra coloro che si recavano ad ammirarla nel palazzo padovano dei Trento: così fu per lo scrittore americano Herman Melville che la vide nel 1857.