I Novissimi: morte, giudizio, inferno e paradiso

Beato Angelico Giudizio Finale, 1425 Firenze, Museo di San Marco

Trascrizione

Prima di proseguire, ci sembra opportuno offrirvi una parentesi di riflessione sul destino finale dell’uomo, che nella tradizione cattolica è riassunto con il  termine “novissimi” - dal latino novissima, le cose ultime : la morte, il Giudizio, l’inferno e il Paradiso. 
Nelle rappresentazioni del Giudizio Universale, come il capolavoro del Beato Angelico che vedete in mostra, esiste una dicotomia netta tra Inferno e Paradiso, i dannati e i beati. 

Ma si farà strada progressivamente un’altra possibilità: che prima di entrare in Paradiso, alcuni, o forse la maggioranza degli uomini, coloro che sono “non perfettamente buoni, ma nemmeno perfettamente cattivi”, debbano essere purificati dal dolore.  Nasce così l’idea del Purgatorio. Quando Dante mette mano alla “Commedia”, l’esistenza di questo regno ultraterreno - ma transitorio -  è incorporata nella dottrina ufficiale della Chiesa cattolica solo da una trentina d’anni. 

La Divina Commedia, come  suggerisce Carlo Ossola nel suo saggio, è un’illustrazione dei novissimi, ed ha contribuito in modo determinante alla diffusione dell’idea di un purgatorio.