I dipinti su lavagna di Domenico Fetti

Trascrizione

Vi invitiamo ad osservare con attenzione le sei opere qui esposte. Siete di fronte ad un unicum in Palazzo Ducale, una serie di dipinti ad olio su lavagna. Questo supporto, anche se permetteva all’artista di ottenere effetti coloristici preziosi, era usato di rado per il suo peso e fragilità. Il biografo cinquecentesco Giorgio Vasari nelle sue Vite attribuì al veneziano Sebastiano del Piombo l’adozione del “colorir in pietra”, una tecnica molto apprezzata “parendo che in quel modo le pitture diventassero eterne opere, che né il fuoco né i tarli potessero loro nuocere”.

I sei dipinti risalgono agli anni 1613-1614 e sono opera di Domenico Fetti. Erano destinati al refettorio del monastero di Sant’Orsola di Mantova, dove si trovava anche la monumentale Moltiplicazione dei pani e dei pesci dello stesso autore, che è ora esposta nel salone degli Arcieri. 

Dagli attributi che accompagnano i santi, riusciamo a dedurne, più o meno precisamente, l’identità: con lo scettro in mano e una corona poggiata sul fianco, riconosciamo san Ludovico da Tolosa; con la spada e una torre sullo sfondo è santa Barbara; san Sebastiano è eternamente trafitto da una freccia; la figura con la palma del martirio e una perla pendente sulla fronte potrebbe essere santa Caterina d’Alessandria o santa Margherita. Infine due santi martiri non meglio identificati, uno dei quali opera forse di suor Lucrina Fetti, sorella del pittore.