Trascrizione
Siamo nella serra dedicata alla Foresta Pluviale. Alle piante tropicali piace la pioggia frequente e abbondante, combinata a temperature alte e costanti per tutto l’anno. Queste sono le condizioni che troviamo ai tropici - e in questa serra. Pensa che le foreste pluviali, che occupano meno del 10% delle terre emerse, ospitano più del 70% della biodiversità mondiale.
Ai tropici gli alberi sono enormi. Superano i 40 metri di altezza. E infatti questa è la serra più grande dell’Orto. Questi giganti sono anche sempreverdi, e tolgono luce al sottobosco. Quindi a terra è quasi buio; alcune piante si sono adattate a vivere con poca luce, ma altre… si sono arrampicate! Sono salite a prendersi la poca luce disponibile, come le famose liàne, oppure usano come supporto i rami degli alberi e vivono in sospensione. Non sono piante parassite, ma epifìte - che, appunto, significa “che vive sopra gli alberi”.
Vivere sospesi! Ma come si fa? Alcune Bromeliàcee, per esempio, hanno fiori dai colori accesi per attirare gli impollinatori, tra cui il famoso colibrì. E hanno le foglie lunghe, disposte a spirale compatta, che formano una specie di bicchiere. Qui si raccoglie l’acqua piovana e i detriti. Sono dei laghetti in miniatura.
In natura in questi microhabitat formati dalle bromeliàcee vivono altre piante ancora, a volte carnivore, come le utricolàrie; e poi ci sono alghe, libellule ed altri insetti; rane, che dentro il vaso depongono le uova da cui nascono i girini, pipistrelli, uccelli e serpenti in cerca di acqua.
Laghetti sospesi. Non male le bromeliàcee, vero? Hanno nomi come Neoregèlia, Guzmània e Nidulàrium. Se questi nomi ti suonano poco familiari, nella nostra serra ce n’è una che conosci sicuramente: l’Ànanas, una delle prime bromelie ad essere importata in Europa. Veniva coltivata dalle popolazioni precolombiane e ne parlò Cristoforo Colombo che la vide a Guadalupa nel 1493. Portata in Europa, il re Carlo V si rifiutò di assaggiarla. Temeva che fosse velenosa.
Altre piante epifìte che conosci di sicuro sono le Orchidèe, ma tra queste, forse non sai, che ce n’è una che usi in cucina: la Vaniglia, che è appunto un’orchidèa rampicante originaria dell’America del Sud.
Nel suo habitat naturale, la vaniglia forma un baccello dopo che i fiori sono stati impollinati da uno specifico genere di api, le Melipòna. Per gli esemplari coltivati altrove, bisogna usare l’impollinazione artificiale. A Padova, il primo a riuscirci fu il prefetto Roberto de Visiàni. Nel 1844 pubblicò un testo sulla “coltura e fruttificazione della vaniglia”, scegliendo di condividere le sue scoperte con la comunità scientifica, invece di usarle a fini commerciali.
Questa serra è una delizia; non perderti il cacao e le banane. Ah, e cerca anche il bellissimo ventaglio della Palma del Viaggiatore, che cresce sempre orientato in una direzione specifica.
Buon divertimento.