Trascrizione
L’opera più importante di questa sala è la ricostruzione del monumento funerario del principe vescovo Johannes Hinderbach, che amministrò la diocesi di Trento dal 1465 al 1486. Originariamente collocati nella navata meridionale del Duomo, sia la tavola lignea superiore che la lastra sepolcrale inclinata testimoniano la profonda devozione del prelato per Maria e i Santi.
Giurista, diplomatico e oculato amministratore, Hinderbach era infatti anche un acculturato umanista e appassionato studioso delle vite dei Santi, ovvero un agiografo. A lui si deve il progetto di una biblioteca vescovile e, molto probabilmente, l’introduzione della stampa a Trento, di cui il Principe Vescovo si servì in occasione della triste vicenda del Simonino.
Simone, un bambino di circa due anni, figlio di un conciapelli tedesco, scomparve a Trento il giovedì santo del 1475. Il suo corpo martoriato fu rinvenuto il giorno di Pasqua nella roggia che lambiva la sinagoga della città, portando all’accusa e all’arresto dell’intera comunità ebraica locale. Sottoposti a tortura, tutti gli arrestati finirono per confessare una colpa mai commessa e vennero giustiziati nel giugno dello stesso anno.
Hinderbach, molto attento agli aspetti giuridico-disciplinari e inquisitoriali del suo ruolo, orchestrò i processi e utilizzò la stampa per giustificarli. La potente propaganda per immagini del vescovo contribuì a diffondere la storia, suscitando compassione per Simone e odio verso gli ebrei.
Torneremo a parlare della vicenda del Simonino più avanti nel percorso di visita.