Trascrizione
Benvenuti al Museo di Macchine “Enrico Bernardi”, il pioniere dell’automobile in Italia. L’attuale allestimento del Museo risale al 2014, ma già nel 1941 Mario Medici, docente di macchine termiche e idrauliche all’Università di Padova aveva esposto la donazione ricevuta dalla famiglia Bernardi, lascito di Enrico Bernardi all’Istituto da lui stesso fondato. Ma chi era Enrico Bernardi? Scopriamolo insieme!
Enrico Zeno Bernardi, che vedete raffigurato sulla vetrata all’ingresso del Museo, nacque a Verona il 20 maggio 1841. Egli mostrò presto un talento precoce: negli anni del liceo trascorreva le ore libere per pura passione e curiosità nelle officine dei fabbri ferrai cittadini, acquisendo un’abilità manuale tale da permettergli di dare libero sfogo alle sue spiccate capacità inventive. Nel 1856 appena quindicenne vinse la “Menzione onorevole” della giuria all’Esposizione dell’Agricoltura di Verona presentando un modello di locomotiva e di macchina a vapore. Nel 1859 si iscrisse all’Università di Padova e nel giugno del 1863 a soli 22 anni si laureò in Matematica. Anche durante gli studi universitari Bernardi continuò a lavorare come apprendista nella Fonderia Rocchetti, la seconda fonderia più importante della regione. L’interesse per le lavorazioni meccaniche venne sempre coltivato da Bernardi, dalle tecniche di aggiustaggio a quelle della forgiatura, e ciò è dimostrato dalla stupefacente perfezione dei meccanismi e dispositivi realizzati nel corso della sua carriera.
Dopo la laurea, Bernardi rimase a Padova come assistente presso le cattedre di geodesia, idrometria, meccanica razionale e fisica sperimentale fino al 1867, quando vinse il concorso per la cattedra di fisica e meccanica del Reale Istituto Professionale Industriale di Vicenza. Iniziò in questo momento un’intensa attività scientifica su un’ampia varietà di temi: dalle costruzioni meccaniche alla meccanica dei solidi, dalla meccanica dei fluidi all’aerodinamica, dall’idraulica alla matematica, dalla geometria all’elettricità, dall’astronomia alla fotografia a colori, mostrando un’incredibile ecletticità sostenuta oltre che da doti naturali anche da una solida formazione culturale.
Nel 1878 venne chiamato come professore di macchine agricole, idrauliche e termiche alla Regia Scuola di Ingegneria di Padova, dove fondò e diresse il Gabinetto (poi denominato Istituto) di Macchine dal 1879 al 1915. Legatissimo alla famiglia, si trasferì con il figlio Lauro a Torino, dove collaborò con la FIAT fino alla sua morte, avvenuta il 21 febbraio del 1919, all’età di 78 anni.
Qui davanti a voi è esposto un modello di motore atmosferico, il cui funzionamento è basato sulla differenza di pressione esistente tra l’interno del cilindro e l’esterno. Bernardi iniziò a occuparsi dei problemi riguardanti la realizzazione pratica di questi tipi di motore dal 1870, in un periodo in cui era particolarmente sentita l’esigenza di macchine motrici di piccola potenza, valida alternativa alle ingombranti e costose motrici a vapore. L’originalità di Bernardi consiste proprio nell’aver puntato fin dall’inizio sulla realizzazione di motori veloci e leggeri, adatti sia all’impiego industriale sia all’autotrasporto. Nel 1874 realizzò il primo prototipo di motore atmosferico, pensando proprio alle esigenze delle piccole industrie del Veneto.
Nel 1882 richiese alla Prefettura di Padova la privativa industriale per un motore misto atmosferico e ad azione diretta denominato Motrice Pia, dal nome della figlia. La macchina venne costruita in due versioni: una a gas e l’altra, prima in Europa, a benzina. Per quest’ultima versione Bernardi ideò un carburatore con vaschetta a livello costante che costituì il primo sistema di carburazione con getto polverizzato di benzina. Nel 1886, decaduta la privativa rilasciata a Nicolaus August Otto, Bernardi iniziò a studiare i motori a quattro tempi. Il primo prototipo di motore di questo tipo, denominato Lauro dal nome del figlio, risale al 1887.
L’opera di questo geniale ingegnere venne apprezzata da pochi, ignorata dai più, spesso misconosciuta al di fuori dei confini d’Italia. Questo museo intende ridare luce all’importanza della figura di Enrico Bernardi all’interno della storia dei motori italiana ed europea, scoprendo in dettaglio le meraviglie che ci ha lasciato.