Nuovi sguardi sul mondo

Trascrizione

Quella che vedete di fronte a voi non è la rappresentazione del mondo come fu, ma quella del mondo che verrà.  La distribuzione delle terre emerse così come le conosciamo oggi è il risultato della lenta deriva dei continenti, che sbagliamo a pensare si sia fermata. Questo movimento è ancora in atto ed è il principale responsabile del progressivo sollevamento delle montagne dell’Himalaya o del graduale assottigliamento del Mediterraneo. La base cartografica della mappa non rappresenta dunque l’unione dei continenti avvenuta 300 milioni di anni fa, ma quella che potrebbe realizzarsi nuovamente tra 250 milioni di anni, che la comunità scientifica chiama Pangea Proxima o Nova Pangea. Questa mappa ci porta nel futuro, orizzonte sul quale la geografia offre uno sguardo immaginario che illumina una delle infinite prospettive possibili: un unico grande continente in cui l’umanità sarà chiamata ad annullare le distanze e a superare le profonde differenze culturali, sociali, economiche e religiose che la contraddistinguono. Per convivere avremo bisogno di affidarci alla condivisione di alcuni valori fondamentali, rappresentati dai nomi delle città nella mappa. 

Il futuro però non è ancora scritto e nemmeno disegnato: quali siano i valori più importanti lo dovremo decidere insieme, andando via via a fondare nuove città, a partire da quella che trovate, senza nome, al centro della mappa.

La Nova Pangea ci introduce ad una geografia in cui l’esperienza umana è messa al centro della mappa e valorizzata accogliendo il punto di vista di ciascuno di noi. Qui si esprime la dimensione sociale e culturale della geografia, che supera la logica cartografica ottocentesca spesso ancora associata a questa disciplina. Lo ribadisce la scala grafica rappresentata in basso a destra nell’immagine: l’elemento quantitativo che solitamente rappresenta il punto di ancoraggio tra rappresentazione e realtà (1 cm sulla carta equivale a 250 metri nella realtà) ci porta in questo caso a confrontarci sulla scala dell’umanità, in cui saremo “misurati” per la nostra capacità di entrare in sintonia con l’altro e con l’altrove.

La mappa, creata dal fumettista Isacco Saccoman, apre anche a un nuovo modo di interpretare la geografia, nel quale il dialogo con l'arte e con altri linguaggi di rappresentazione creativa permettono di dare forma alle dimensioni soggettive del nostro relazionarci con il mondo presente, stimolando anche la nostra capacità di immaginare futuri possibili. La geografia è anche immaginazione!

Gli scalini che avete salito sono una metafora che racconta in breve l’evoluzione del pensiero geografico contemporaneo. Per proseguire la visita scendete la rampa ed entrate, attraversando la grande porta di legno, nel piano nobile del palazzo.