Quale geografia?

Trascrizione

“Chi sei? Da dove vieni? Cosa c'è di importante nel luogo da cui provieni, da essere degno di finire nel grande e prezioso libro della geografia?” È così che il geografo descritto nel libro Il Piccolo Principe accoglie gli esploratori che visitano il suo pianeta. Egli annota meticolosamente le risposte nel grande libro che descrive il mondo (geo – grafia, appunto). Vi riporta posizione e dimensioni di montagne, oceani, fiumi e città, ma si rifiuta di annotare l’unico elemento presente nel pianeta del Piccolo Principe, la sua preziosissima rosa. In questo passaggio della sua celebre opera, Saint Exupery ci svela un’idea ottocentesca di geografia, una scienza che rappresenta i fenomeni del pianeta nella loro apparente immobilità, in modo il più possibile oggettivo, escludendo qualsiasi prospettiva soggettiva o esperienziale. 

La realtà viene così selezionata e scomposta nei suoi elementi costitutivi, a loro volta misurati e ordinati per facilitarne il confronto e la memorizzazione. Il risultato pare soddisfare: le descrizioni del mondo diventano sempre più dettagliate e le carte geografiche sempre più affidabili, come si nota dalle tre tavole comparative di questo importante atlante italiano del 1867 conservato nella nostra biblioteca. Ma la realtà e le nozioni che ne abbiamo sono in continua evoluzione, come ci svelano vari dettagli errati o superati in queste tre tavole: ad esempio, la vetta più alta della Terra era allora considerata il Dhaulagiri, che in realtà occupa il settimo posto; la lunghezza del Rio delle Amazzoni risulta inferiore a quella del Mississippi, allora considerato il fiume più lungo della Terra; è inutile poi notare che la quota record raggiunta da un essere umano non appartenga più al signor Brioschi, asceso con un pallone areostatico dal Prato della Valle di Padova nell’agosto del 1808, o come il primato in altezza della Piramide di Cheope impallidisca al cospetto degli attuali grattacieli, anche sette volte più alti.

Una descrizione geografica oggettiva eternamente valida, dunque, non esiste. Per descrivere la realtà nel modo più efficace ed esauriente la geografia oggi ci suggerisce che ogni territorio è molto più ricco di quanto esprimano le sue misure, e che per essere compreso deve essere studiato in tutti gli aspetti che ne definiscono l’identità, necessariamente complessa e mutevole.

Lasciate dunque anche voi l’idea di una geografia povera, ridotta allo studio mnemonico e quantitativo degli elementi, e salite le scale fino all’ultima rampa. Lì vi aspetta uno sguardo differente sul mondo della geografia.