Rinascimento, Rivoluzione scientifica e nascita del Gabinetto di Fisica di Padova

Trascrizione

Eccoci nel cuore del Rinascimento! Davanti a voi, a sinistra, una rarissima sfera armillare, fatta di tre sfere concentriche, con la Terra immobile al centro e il Sole che ruota intorno alla Terra. E poi un astrolabio firmato da Arsenius a Lovanio nel 1566. Il laboratorio di Lovanio fu tra i più prestigiosi d’Europa. Proprio Arsenius costruì strumenti tra l’altro per Filippo II di Spagna. L’astrolabio è un modello in due dimensioni dell’Universo; i serpentini che vedete corrispondono a stelle. Di fattura squisita, l’astrolabio in mostra è unico al mondo poiché la proiezione si estende a sud del Tropico del Capricorno. A destra dell’astrolabio, alcuni orologi solari, meridiane tascabili che vanno dal XVI al XVIII secolo…

Notate invece nella stampa a sinistra, dentro la vetrina: vediamo l’uso di un astrolabio per misurare l’altezza di una torre. Nel Rinascimento, attraverso la matematica, gli strumenti trasformano di fatto le varie arti, quali l’arte della navigazione, l’arte militare o l’arte topografica. Si parla di matematica pratica. Vedete nella vetrina sottostante a destra dei compassi di proporzione, usati “nell’arte militare”, poiché permettevano ad esempio di determinare direttamente il peso di una palla di cannone a partire dal suo diametro. 

A partire dal Rinascimento, gli strumenti entrano nelle camere delle meraviglie, nelle collezioni dell’epoca, come si vede dalle riproduzioni di quadri fiamminghi in mostra a sinistra…. Proprio in relazione al loro uso nelle varie arti, gli strumenti acquistano di fatto nel Rinascimento uno straordinario prestigio: diventano simboli di erudizione… e potere. 

Strumenti prestigiosi, quindi, ma NON portatori di conoscenza. Lo studio della natura, la filosofia naturale, era riservato ai filosofi, che si basavano essenzialmente sui testi degli antichi. La svolta avviene con il 600, con la Rivoluzione Scientifica inaugurata da Galileo, come raccontato nella vetrina dietro di voi, dove vedete il busto di Galileo. Ricordiamo che Galileo trascorse proprio qui a Padova 18 anni, dal 1592 al 1610. Fu qui che fece nel 1609 le prime osservazioni con il cannocchiale, studiando ad esempio le montagne e le vallate della Luna. Lo studio della natura inizia così a basarsi non più solo su testi ma su osservazioni, misure ed esperimenti. Gli strumenti diventano elementi centrali della ricerca. 

Da notare che Galileo a Padova era professore di matematica, e non è un caso che ideò uno strumento come il compasso di proporzione, di cui avete appena visto alcuni esemplari nella vetrina sotto l’astrolabio. È proprio con Galileo che la matematica pratica, con i suoi calcoli, misure, osservazioni, inizia a unirsi alla filosofia naturale, e nasce la scienza moderna, così come la conosciamo oggi. Scienza e tecnica si saldano, una vera rivoluzione! Da notare, nella vetrina, diversi strumenti unici o rarissimi: a destra, una lente datata 1676 di Geminiano Montanari, famoso astronomo, e sotto, il microscopio firmato da Eustachio Divini nel 1672, unico al mondo.

Spostatevi ora verso sinistra, passando oltre il battipalo, per scoprire che nelle università europee, fino a fine ‘600, si continuava perlopiù a insegnare sulla base dei testi antichi, e solo all’inizio del ‘700 si diffondono nuove lezioni basate su esperimenti e dimostrazioni, e centrate sul settore dello studio della natura che noi oggi chiamiamo “fisica”. Queste lezioni, dette di “filosofia sperimentale”, o “fisica sperimentale”, riscuotono grandissimo successo. Si diffondono presto in tutta Europa, sia nei salotti e presso le Corti, sia nelle Università. Proprio per queste lezioni, vengono sviluppati nuovi strumenti e nascono Gabinetti di Fisica. A Padova, la Repubblica di Venezia istituisce la nuova cattedra di filosofia sperimentale nel 1738 e la assegna a Giovanni Poleni nel 1739. Poleni tiene le nuove lezioni a Palazzo Bo, nel teatro che fa appositamente costruire, e dà vita a un Gabinetto di Fisica di fama europea, che verrà via via arricchito dai suoi successori.  È proprio in questo Gabinetto di Fisica che vi invitiamo ad entrare….

Di fronte a voi, nella vetrina, strumenti di meccanica per lo studio dell’equilibrio e delle forze, mentre più avanti, sulla pedana ad angolo a sinistra, gli strumenti per lo studio del moto.

Notate il primo strumento della pedana: si lasciava cadere una pallina lungo il binario; questa attraversava tutti gli anelli, che erano disposti lungo una parabola… si dimostrava così, in modo eclatante, la scoperta di Galileo che i proiettili seguono un moto parabolico. Proprio con strumenti come questi si davano dimostrazioni dirette e immediate, spesso spettacolari, delle leggi della fisica: era questo lo spirito delle lezioni-dimostrazioni del ‘700.

Sempre sulla pedana, notate anche due magnifici strumenti più a sinistra: uno per lo studio della legge di caduta dei corpi, scoperta da Galileo, e l’altro per lo studio del moto lungo una cicloide. Entrambi furono realizzati per Poleni da Philippe Vayringe, il “fabbro divenuto filosofo” della corte di Lorena. Gli strumenti di Vayringe furono ammirati nientemeno che da Voltaire! Sullo sfondo, un Gabinetto di Fisica del ‘700, come doveva apparire quello di Poleni.

Notate ancora, nell’ultima vetrina a sinistra, in basso, il doppio cono che, anche se portato alla base del binario, risale sempre verso la parte più alta… sembra sfidare le leggi della meccanica, ma il centro di gravità del doppio cono sta in realtà scendendo… Uno strumento per stupire gli studenti e il pubblico… ma tutti gli apparenti “misteri” venivano poi spiegati nel modo più chiaro possibile. Siamo nel ‘700, secolo dei Lumi e della Ragione.

Infine, dietro di voi, osservate il pantografo, uno strumento che Poleni utilizzò per studiare i muscoli insieme all’amico Morgagni, il famoso anatomo-patologo. Un altro esempio dell’interdisciplinarità di questa collezione.  

Vi invitiamo ora a spostarvi nella sala successiva.