Trascrizione
Il Faro di Otranto venne progettato nel 1863 dall’ingegner Achille Rossi, e ultimato pochi anni dopo. Fu costruito poco più in basso rispetto a una torre di avvistamento del ‘500. Fino al 1978 è stato presidiato dalla Marina militare.
Per molto tempo, il faro è rimasto spento e abbandonato. Il recupero è stato finanziato dall’Unione Europea, dallo Stato Italiano, dalla Regione Puglia e dal Comune di Otranto. Dal 2019 è riaperto al pubblico.
Ai piedi della grande torre vi è una dimora che fino agli anni sessanta ospitava famiglie di faristi, che si tramandavano il mestiere di padre in figlio.
Una scala a chiocciola con 150 scalini - gli ultimi, in legno - conduce alla lanterna.
A proposito di fari e di lanterne, c’è una storia che devi conoscere. Qui vicino sono ancora visibili i resti della Torre del Serpe, probabilmente un faro di epoca romana, poi restaurato nel 1200. Il nome è legato ad una leggenda: quella di un serpente che ogni notte saliva dalla scogliera per bere l'olio che teneva accesa la lanterna del faro.
Da dove nascono questi racconti? Che i fari romani fossero alimentati da lampade ad olio è storicamente accertato. Olio di oliva, naturalmente - ma alcuni studi non escludono la possibilità che venisse usato anche olio di balena. Ora, in tempi antichi era diffusa la credenza che fantomatici “mostri marini” fossero ghiotti di olio di balena. E per questo, risalivano dal mare, strisciando alla ricerca di lanterne.
In ogni caso, l’olio - e la luce che garantiva - erano preziosi per la sicurezza delle coste e delle navi. I fari erano quindi presidiati da sentinelle. Un soldato inefficiente potrebbe aver inventato la storia del serpente per giustificare una pericolosa disattenzione.