Il paesaggio

I fiumi del Salento, come l’Idro, sono torrenti che non sboccano in mare.

Trascrizione

I fiumi del Salento, come l’Idro, sono torrenti che - lasciati a se stessi - non sboccano in mare, ma in una zona carsica e depressa. Quindi le coste del Salento sono state per molti secoli delle paludi. E questo sia sul versante adriatico - con le sue ripide falesie a picco sul mare - che su quello jonico, dove ti trovi, caratterizzato da spiagge basse e sabbiose, interrotte da aree di macchia mediterranea e ondulazioni naturali.

Sono le Serre Salentine, un sistema di creste calcaree che raggiunge al massimo 200 metri di altezza. Nell’interno, le Serre hanno una certa pendenza, e sono puntellate di rocce superficiali: lì coltivare non era possibile. E ovviamente, nemmeno nelle paludi delle coste.

I Romani, ma forse prima di loro già i Messapi, hanno quindi provato a bonificare questi territori. Ma dopo il crollo dell’Impero romano d’Occidente, le paludi si sono riprese le coste. Solo molti secoli dopo, il Regno d’Italia, il regime fascista, e in anni recenti lo sviluppo del turismo di massa hanno irregimentato questo paesaggio complesso e ribelle, ma in una certa misura lo hanno anche trasformato e compromesso.   

Proprio qui a Torre San Giovanni inizia il Parco naturale regionale Litorale di Ugento. Per nove chilometri, fino a Lido Marini, tutela una costa ancora meravigliosa, che ospita animali rari come la tartaruga palustre, o la moretta trabaccara, un’anatra migratrice. 

Nel parco si trova la più estesa area di macchia mediterranea del Salento, che sta resistendo allo sfruttamento indiscriminato del territorio.