Ozan

Prima del faro, la torre cinquecentesca.

Trascrizione

Prima del faro, la torre cinquecentesca. E prima della torre? Queste coste sono state decisamente contese in età arcaica. Ma qual era l’interesse militare di questa zona prima della modernità?

Nel 1975 un’équipe internazionale formata da archeologi dell’Università del Salento, della Normale di Pisa, dell’École Française di Roma e dell’Università di Bruxelles  avviò una campagna di scavo nei pressi di Torre San Giovanni.

Le indagini consentirono di individuare, su una duna parallela alla linea di costa, una possente struttura muraria databile intorno al 350 avanti Cristo. Una doppia linea di blocchi squadrati di calcare proteggeva tutta l’area. Quella era l’ansa del porto distaccato di Ozan, importante centro messapico. 

Torre San Giovanni era quindi, a sette chilometri da Ugento, un porto fortificato, esteso per circa 58 ettari. Alcuni tratti di mura sono visibili a occhio nudo. Si può cogliere la pianta di una specie di castello quadrato, munito di fossato. In una piccola rientranza a nordovest, le  foto aeree mostrano anche resti di strutture sommerse.

All’interno, c’era anche un luogo di culto dedicato alla dea Artèmis, come raccontano le terrecotte votive e i numerosi frammenti di ceramica con graffiti in greco che sono stati rinvenuti qui. Nel porto quindi avvenivano  transazioni commerciali. Quando i romani conquistarono la Messapia, e Ozan divenne Ugentum, il ruolo di torre San Giovanni come porto commerciale venne decisamente potenziato.

Altre campagne di scavo sono state condotte nel 2014. Questa volta sono stati messi in luce, all’interno del muro di fortificazione messapico, alcuni ambienti a pianta rettangolare. Sono di un periodo tra il terzo e il secondo secolo avanti Cristo. Magazzini e aree di lavorazione del pesce − come suggeriscono le molte anfore da trasporto e pesi da rete rinvenuti. 

Sulla sabbia, letteralmente a pochi metri dall’odierna linea di costa, è stata rinvenuta anche una vasta necropoli utilizzata tra il IV e il III secolo a.C.

I corredi delle tombe erano composti da ceramiche molto varie: a figure rosse, con decorazione a reticolo, in uno stile detto "di Gnathia", e a vernice nera; ma c’erano anche monete d’argento provenienti da zecche della seconda metà del quarto secolo avanti Cristo. Questi corredi sono molto simili a quelli di sepolture tarantine dello stesso periodo. E Taranto era una città greca, anzi la capitale della Magna Grecia. Ecco le prove per formulare un'ipotesi affascinante! Tra greci e messapi, in quei secoli, esistevano scambi economici, culturali e sociali.

Quali erano esattamente i rapporti di forza tra greci e messapi, prima dell’arrivo dei conquistatori? E i romani, quando travolsero questo mondo, agli inizi del terzo secolo avanti Cristo, che tipo di società trovarono? 

Archeologi e storici sono al lavoro per cercare risposte.