Trascrizione
Le Saline di Margherita di Savoia si trovano proprio di fronte alla Torre. Ma prima di parlartene, c’è un’altra questione che va messa a fuoco.
Ci troviamo in un sistema di pianure alluvionali, circondate dal Subappennino Dauno ad Ovest, dal promontorio del Gargano e dal fiume Fortore a Nord, dall’Adriatico ad est e dal fiume Ofanto a Sud.
In questa zona scorrono anche altri fiumi - il Carapelle, il Cervaro, il Candelaro - tutti a carattere torrentizio. Hanno cioè una portata molto variabile, e un corso irregolare. Sia detto per inciso, anche l’Ofanto è un fiume di carattere. Il poeta romano Orazio nel primo secolo avanti Cristo, nelle sue Satire, lo chiama Aufidus Acer, l’Ofanto violento.
Tutti questi fiumi, oltre che capricciosi per natura, sono anche pieni di detriti in movimento. Questo perché le alture appenniniche sono soggette ad una continua erosione. I detriti, col tempo, fanno avanzare la linea di costa, tant’è che gli antichi insediamenti di Salpi e Siponto, un tempo sul mare, oggi si trovano nell’entroterra.
Il materiale trasportato dai fiumi ha anche contribuito a creare un sistema di spiagge e dune che in molti casi impediva ai corsi d’acqua di raggiungere il mare. Ecco spiegata la formazione di un complesso sistema di stagni e zone umide.
A partire dal Settecento, gli abitanti hanno coltivato i terreni sabbiosi vicini alla costa. Facili da dissodare, sono diventati orti irrigui di forma stretta e allungata. Sono gli arenili, dedicati alla coltura intensiva di ortaggi, che i contadini proteggevano dal vento piantando erbe palustri.
Il tentativo di governare le paludi, invece, è una partita che si gioca su tempi millenari.