Ritratto di Augusto con il capo velato

Room 10

Restaurata la Repubblica, nel 27 a.C., all’età di 36 anni, Ottaviano ricevette dal Senato
il titolo di “Augusto”, che divenne da allora parte del suo stesso nome. Il suo
programma religioso comportò la restaurazione di culti e riti che, da tempo, avevano
perso il significato originario.

La devozione religiosa (pietas) di Augusto fu esibita e ostentata ancora prima di assumere nel 12 a.C. la massima carica religiosa di Pontefice Massimo; il Princeps volle ora mostrarsi in una nuova immagine pubblica, quella del romano devoto, intento a officiare un sacrificio, con il capo coperto da un lembo della toga, l’abito tradizionale dei Romani, riportato in auge da Augusto come simbolo di purezza morale. Il ritratto in mostra, con il capo velato, doveva appartenere a una statua togata, ora perduta, sul modello di quella di Augusto da via Labicana; i lineamenti dell’imperatore, tra cui le familiari orecchie a sventola, sono riportati con un certo realismo, più contenuto nella raffigurazione dei segni dell’avanzare dell’età (le rughe sulla fronte, le guance scavate) in una solenne dimensione atemporale.