Le tre divinità tutelari di Roma, Giove al centro, Minerva (a destra) e Giunone (a sinistra) sono rappresentate su un unico sedile mentre vengono incoronate da una vittoria alata. Ciascuna esibisce gli attributi canonici e l’animale sacro: Giove il fascio di fulmini e l’aquila, Giunone il pavone e lo scettro. Minerva, caratterizzata dalla presenza della civetta, doveva impugnare una lancia a sinistra e accomodarsi la visiera dell’elmo con la mano destra. Le iconografie rimandano a modelli di età classica; in particolare Giove in trono riflette la superba creazione realizzata da Fidia nel V secolo a.C., poi accolta, rielaborata ma mai abbandonata per la rappresentazione del padre degli dei nell’arte greca e romana, come testimonia anche l’ara rotonda da Ostia.
L’opera costituisce l’unica replica in marmo a tutto tondo finora nota, anche se in scala ridotta, della Triade Capitolina, il cui culto, originariamente impiantato a Roma sul Campidoglio, divenne un tratto distintivo delle città dell’Italia romana.
Il gruppo scultoreo proviene da un’importante villa dell’agro tiburtino (località Inviolata, nei pressi di Guidonia Montecelio), dove era stata rinvenuta nel 1992 nel corso di scavi clandestini e poi trafugata e venduta in Svizzera. L’intervento tempestivo dei Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Artistico ha salvato l’opera dalla dispersione sul mercato antiquario e ne ha permesso il ritorno in Italia.