La figura del sileno Marsia, secondo il mito greco legato a un albero e scorticato vivo per aver sfidato Apollo nel flauto, nel mondo romano divenne simbolo della libertas delle città e venne spesso riproposta nei fori di colonie e municipi d’Italia e delle province, come nel caso di Paestum.
Rinvenuta nel 1931, la statua bronzea presenta un diadema sul capo, che qualifica la figura come re, e ceppi da schiavo ai piedi, simbolo di una libertà appena guadagnata, in assenza di catene. La collocazione della statua nella piazza pubblica è da mettere in rapporto con la deduzione della colonia nel 273 a.C., atto con cui, nell’ottica romana, la città doveva essere stata “liberata” (dai Lucani), con la concessione di un nuovo statuto.