Rilievo con scena di battaglia tra un cavaliere greco e un persiano

Sala 5

Il rilievo qui esposto era parte della decorazione del più significativo monumento funerario di epoca ellenistica rinvenuto a Taranto (Via Umbria). La camera funeraria sotterranea era segnalata dalla presenza di una struttura a edicola (il naiskos, “tempietto”). La forma è ricostruibile dai pochi resti rinvenuti e dalle raffigurazioni presenti nella coeva pittura vascolare e comprendeva un dado di base sul quale si ergevano colonne a sostegno di un frontone riccamente decorato, il vero e proprio tempietto che ospitava una statua o un vaso monumentale. Il basamento era ornato da un fregio dorico composto da triglifi intervallati da pannelli scolpiti ad alto rilievo (metope) su tutto il perimetro. La metopa in mostra rappresenta il momento decisivo di un combattimento: un cavaliere in armatura sta per infliggere il colpo di grazia al nemico, raffigurato nudo e dalla possente muscolatura, ormai a terra inerme. La composizione del rilievo e il tema trattato trovano precisi riferimenti culturali e ideologici nell’arte di corte macedone, ispirandosi all’illustre precedente dello scultore greco Lisippo, che ritraeva Alessandro Magno in sella al cavallo Bucefalo e la turma della cavalleria resistere eroicamente ai Persiani in un momento critico del passaggio in Asia.