Le ricadute economiche, politiche e sociali della guerra annibalica e della successiva espansione romana nel bacino del Mediterraneo rappresentano le basi per le trasformazioni che investirono Roma e l’Italia dall’inizio del II sec. a.C. La sua preminenza su buona parte dello scenario geopolitico mediterraneo, ma anche gli ingenti capitali attratti in Italia da commerci condotti in un mercato oramai “globale”, generarono nella società del tempo ripercussioni profonde: in primis, nella cultura, nel pensiero, negli usi e nei costumi della nobilitas romana che guidava la nuova “Repubblica Imperiale”.
A beneficiare di questo sistema politico, economico e finanziario in rapida espansione furono anche gli alleati di Roma: latini dalle città antiche e dalle colonie, alcune popolazioni italiche, comunità romane sparse nella Penisola che offrirono un contributo fondamentale tanto alle guerre di conquista quanto al consolidamento del sistema economico-mercantile romano. In questo contesto, le élites locali rappresentavano a tutti gli effetti il tessuto connettivo tra lo Stato romano, le periferie italiche e il resto del Mediterraneo, in una fitta trama di scambi economici e culturali reciproci, sulla via della progressiva integrazione in una nuova cultura mediterranea di stampo greco, chiamata Ellenismo.
Le tappe e gli sviluppi di questi fenomeni si leggono bene nell’architettura monumentale. Edifici pubblici finanziati dalle classi dirigenti locali nel corso del II sec. a.C., costruiti per dotare le comunità locali di un apparato monumentale ispirato alle tendenze in voga in tutto il Mediterraneo ellenistico e in grado di competere con le coeve realizzazioni di Roma, testimoniano i vantaggi e i benefici che gli Italici traevano dalla partecipazione attiva al nuovo “impero mediterraneo”. Il fenomeno è apprezzabile in città latine come Palestrina, Alatri, Segni, Gabii, Cora, Tivoli, ma anche in numerosi contesti (urbani e non) del centro-sud della Penisola, come Assisi in Umbria, Chieti in Abruzzo e, qui in mostra, Sentinum-Civitalba nell’agro gallico e Monte Rinaldo nel Piceno.