Statua di Mater con dodici figli

Sala 4

Nel 1875 iniziò la scoperta dei resti del santuario di Fondo Patturelli, sorto durante il VI secolo a.C. presso la porta orientale dell’antica città etrusca di Capua (Santa Maria Capua Vetere). Il luogo di culto non perse la sua importanza durante l’occupazione della città da parte di genti sannitiche dal IV secolo a.C., probabilmente dedicato a una “dea madre”, nume tutelare di riti di passaggio tra l’età giovanile e adulta e di cura delle malattie.

L’aspetto principale del culto era la kourotrophia, ovvero la protezione sulla natività e l’allevamento dei nuovi nati, come testimoniato dalla grande quantità di statuine votive in terracotta di donne assise con bambino in posa allusiva al momento del parto. Un’iconografia simile è ripetuta nella serie di oltre cento statue in tufo di grandi dimensioni, le celebri “Madri Capuane”, interpretate come immagine della divinità protettrice o come offerta di ringraziamento a seguito di un felice parto: l’esemplare qui esposto raffigura in maniera solenne una donna in trono con dodici figli in fasce, volta a esaltare la maternità e la conseguente prosperità della comunità capuana.