Una grande tomba ipogea a tre celle con corridoio di accesso (dromos), rinvenuta a Canosa nel 1928 (“Tomba degli Ori”), restituisce tutta l’opulenza raggiunta dalle élites della Puglia settentrionale (Daunia), grandi committenti delle botteghe artigianali tarantine. Tra i ricchi materiali di corredo una teca argentea a forma di conchiglia restituisce il nome di uno dei membri della famiglia sepolta, Opaka Sabaleida. Oltre a un diadema e uno scettro d’oro, evocativi del prestigio e dell’autorità dalla defunta, il corredo era composto da altri ori, argenti, ceramiche e vetri.
L’oggetto in mostra, elegante prodotto di oreficerie tarantine, è di grande raffinatezza: decorato a sbalzo, è rifinito mediante cesellatura e doratura a caldo. La valva contenente lo specchio è ornata dalla rappresentazione di Afrodite (o una Musa) seduta seminuda circondata da Eroti.