I reperti marmorei di Ascoli Satriano provengono da una ricca tomba a camera dell’élite dauna del nord della Puglia, datata alla seconda metà del IV sec. a.C. Il monumento fu purtoppo saccheggiato negli anni ‘70. Con i pezzi recuperati grazie a un’accurata indagine da parte del Comando Carabinieri Tutela Beni Culturali, si è potuta ricomporre una parte del lussuoso arredo creato per la tomba. Si tratta di una tavola da banchetto (trapeza) sorretta da uno straordinario gruppo scultoreo raffigurante una cerva sbranata da due grifi, sulla quale erano disposte varie riproduzioni marmoree di vasi per il servizio del vino durante il simposio (cratere, anfore, brocche). Il grande bacile su piede con due anse riproduce la forma del podanipter, il vaso delle abluzioni che era utilizzato, all’inizio del banchetto, per i riti di ospitalità. La raffinata decorazione dipinta all’interno della vasca raffigura la sfilata delle Nereidi, sorelle di Teti, che portano ad Achille, suo figlio, le armi splendenti forgiate da Efesto durante la guerra di Troia. La qualità eccezionale di questi oggetti, elaborati per una ricca committenza indigena fortemente ellenizzata, consente di paragonarli alle migliori produzioni artistiche greche della Macedonia di Filippo II o di Alessandro Magno.