Marmi di Ascoli Satriano

Sostegno di mensa (trapezophoros) con due grifoni che attaccano un cerbiatto e Bacino rituale (podanipter) decorato all'interno con tre Nereidi che trasportano le armi di Achille

Trascrizione

Questi marmi sono stati ritrovati in una tomba a camera di Ascoli Satriano negli anni Settanta e divennero, loro malgrado, protagonisti di vicende di traffici illeciti internazionali fino al definitivo ritorno in Italia tra il 2005 e 2006.

Sul sostegno per la mensa (chiamato in greco trapezophòros), si notano appena dei colori, dipinti da un artigiano del IV secolo a.C. su marmi delle isole greche per il corredo funebre di una famiglia di aristocratici della Dàunia.

Appena appena percettibile, sul grande cratere a calice, c’è un’antica traccia: sono foglie d’edera, visibili in negativo. Vi era appoggiata una preziosa corona in oro, simbolo di ricchezza e potere.

La cerva e i grifi del sostegno sono istoriati in giallo, azzurro, rosa e verde.

Ma c’è una zona in cui i colori si vedono decisamente meglio: la superficie interna del bacino per l’acqua rituale, il podaniptèr  come lo chiamavano i Greci. La scena riproduce il mitico episodio del trasporto delle armi, forgiate da Efèsto su richiesta di Teti per il figlio Achille.

L’anonimo autore scelse molti colori: rosso, viola, azzurro, rosa, bianco, beige, giallo.