Federico Zuccari, artista marchigiano attivo soprattutto tra Roma e Firenze in ambiente tardo-manierista, realizzò la serie nota come “Dante historiato” durante il suo soggiorno in Spagna come pittore di corte di Filippo II tra 1586 e 1588. Un’impresa di vasto respiro e senza alcun intento commerciale che costituisce il ciclo illustrato più vasto e completo dedicato alle tre cantiche. Questo carattere di studio va legato all’ambiente accademico fiorentino di fine Cinquecento, di cui Zuccari era esponente, dove veniva molto dibattuto il tema del confronto tra arti visive e letteratura, anche in chiave filosofico e teologica.
Allo stesso ambiente accademico fa capo anche Giovanni Stradano, pittore fiammingo attivo a Firenze, che realizzò negli stessi anni una serie di ventisei disegni tratti dalla Divina Commedia ma in questo caso dedicata solo all’Inferno. Di carattere più drammatico e fondate assai più sulla potenza delle figure che sui paesaggi, le tavole di Stradano costituiscono anche il primo esempio di commistione, all’interno di una medesima tavola, tra “storie prime” (quelle osservate da Dante nelle varie tappe del suo viaggio) e “storie seconde” (ovvero le digressioni narrative che Dante dedica alle vicende terrene di alcuni dei personaggi incontrati all’Inferno).