Trascrizione
Nella Bibbia la creazione dell’Inferno è strettamente legata all’idea di una ribellione degli angeli, guidati da Lucifero.
Quest’opera è una straordinaria interpretazione del tema della caduta degli angeli ribelli. Fu commissionata dal cavaliere del Sovrano Militare Ordine di Malta Marcantonio Trento e potrebbe quindi alludere all'impegno del cristiano militante, di cui San Michele è il protettore. Realizzata tra il 1706 e il 1739, da un blocco unico di marmo, da sempre suscita meraviglia e stupore. Così fu per lo scrittore americano Herman Melville che la vide nel 1857 e ne rimase colpito a tal punto da dedicarle una conferenza a Cincinnati. Alla base della composizione, in posizione eretta, notate il superbo Lucifero che, armato di forcone, punta l'indice mentre tutt'attorno a lui i compagni caduti già si trasformano in diavoli.
A proposito, ma dove si trova l’Inferno, secondo la Bibbia? Le indicazioni sono scarse.
Laura Bossi, nel suo saggio “L’inferno. Una topografia del male”, elenca alcune descrizioni rintracciabili nell’Antico Testamento: tomba, profondità della terra, regno dei morti, regno in cui i morti non possono lodare Dio. Il libro di Giobbe parla anche di oscurità, ombre, notte, e delle “porte” della morte. Quando sono evocate le pene eterne, si tratta di vermi, di fuoco, insomma di immagini legate al destino del cadavere.
È nella letteratura apocalittica, in particolare nella visione del libro di Enoch, che si trova una descrizione dell’inferno come prigione degli angeli ribelli: un luogo tremendo, un abisso fiammeggiante. Non solo gli angeli ribelli, ma i re e i potenti della terra, coloro che hanno commesso ingiustizie, frodi e blasfemi sono incatenati e torturati, in eterno.
Nei Vangeli l’inferno occupa invece un posto secondario, ed è quasi sempre la geenna, un termine che rimanda alla topografia ebraica. La geenna è infatti la valle scavata dal torrente Hinnom a sud del monte Sion - in ebraico ge-hinnom significa valle dello Hinnom - luogo in cui ai tempi dell’antica Canaan si sacrificavano i bambini al culto di Moloch, e che poi venne adibito a discarica dei rifiuti della città e all’incinerazione dei cadaveri dei delinquenti.