Introduzione

Franz Von Stuck Lucifero, 1890-1891 Sofia, National Gallery

Trascrizione

Benvenuti alle Scuderie del Quirinale. La vostra discesa alla mostra “Inferno” - curata da Jean Clair e Laura Bossi - sarà accompagnata da una serie di approfondimenti audio tematici, che seguono da vicino i contributi del catalogo della mostra. Il punto di osservazione privilegiato è la Commedia di Dante Alighieri, ma il percorso che state per intraprendere spazia dalla storia dell’arte alla letteratura alla storia sociale. Con oltre 200 opere, la mostra invita ad essere vissuta più come un’avventura dello spirito che come una successione di capolavori.

Vi invitiamo innanzitutto a mettere a fuoco Dante come poeta della rinascita, una parola chiave in questa mostra, che contiamo vi aiuti a non lasciare ogni speranza, e che ritroverete al termine del percorso. Alessandro Manzoni, Gabriele d’Annunzio, ma anche Victor Hugo e Stendhal hanno in vari modi descritto la Commedia come testo di ri-fondazione. Per de Chateaubriand “Dante ha dato vita all’Italia moderna”, ed è indubitabile che in epoca romantico-risorgimentale sul poeta sia stato proiettato un ruolo di “profeta della nuova Italia”.

Anche il cinema italiano degli esordi avanzò una lettura di Dante come ponte verso la modernità, con il lungometraggio L’Inferno, prodotto nel 1911 dalla Milano Films. Il progetto stupisce per la grande qualità della regia, la rinuncia a facili scorciatoie ad effetto, e una decisa appropriazione dei linguaggi innovativi del simbolismo e del primo futurismo. La sua uscita, dopo tre anni di lavorazione, va vista come un vero manifesto della produzione cinematografica italiana, che ebbe un deciso impatto sul cinema americano, e che in patria spianò la strada al “Quo vadis?” di Guazzoni nel 1913 e al “Cabiria” di Pastrone nel 1914. Nella sua “Storia generale del cinema”, nel 1978, Georges Sadoul riconobbe che questo film “si distaccava da tutta la produzione mondiale dell’epoca”.

Oggi è possibile vedere una copia molto vicina all’originale del 1911, grazie alla straordinaria opera di ricostruzione, completata nel 2011 dalla Cineteca di Bologna. L’estratto di alcuni minuti che vi proponiamo, sullo scalone d’ingresso alla mostra, presenta alcune delle scene più significative del film.