Trascrizione
Ti trovi sul lato sud del Santuario di Apollo. Prima di entrare, prenditi un momento per guardarti intorno.
Da Porta Marina siamo saliti verso la piazza del Foro, il cuore pubblico di Pompei. Costruire un santuario in questo punto significa definire - per tutta la città - un culto fondante, che rimanda alla presenza greca ed etrusca in Campania.
Apollo è un dio greco, è noto. Il suo culto però era diffuso anche in Campania nel sesto secolo avanti Cristo.
Il tempio originario, risalente a quel periodo, presentava caratteri simili al tempio di Apollo a Cuma, ha forse coinvolto gli stessi artigiani, ed è stato più volte rifatto nel corso del tempo.
Il tempio che vediamo oggi - verso il fondo della corte su un podio con gradinata - fu realizzato nel II secolo avanti Cristo, con qualche rifacimento nel primo secolo dopo Cristo
Un portico sul retro, con colonne e varchi, un tempo occupati da porte, si apre verso la piazza del Foro.
Forse era dotato di una terrazza.
Qui si svolgevano i giochi gladiatori e le rappresentazioni teatrali dei ludi Apollinares, le feste in onore del dio, centrate sulle iniziazioni dei fanciulli e delle fanciulle che in Apollo e nella sua gemella Diana riconoscevano i numi tutelari.
E Apollo? Non perderti la sua statua in bronzo in veste di arciere. Qui vedi una copia, l’originale è conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Sulla base c’è l’iscrizione che celebra le conquiste in oriente di Lucius Mummius. Molti pompeiani, infatti, parteciparono probabilmente con lui a queste guerre. Trovata?
Di fronte al tempio puoi vedere un altare, per i sacrifici, e su un’alta colonna un orologio solare, la meridiana, dedicata da due influenti magistrati vissuti durante il regno di Augusto.