Roma contro Pompei

Trascrizione

La prepotenza di Roma nei confronti degli alleati, anche quelli più fedeli, cresce di anno in anno. 

Pompei, insieme a molte altre città italiche, decide di ribellarsi: è l’89 avanti Cristo, il secondo anno della Guerra Sociale, quando il dictator romano Lucio Cornelio Silla cinge d’assedio la città.

Pompei è ben difesa, ma l’esercito romano è inarrestabile.

Un araldo impartisce ordini in osco, la lingua della Pompei sannitica:

“Essuk amvianu eetuns anter tiurri dudekma ini veru Sarinu puf faamat Maras Aadiriis Vibiees”

“Da questa parte, su, per di qua quelli che devono difendere le mura fra la torre dodicesima e la porta del sale. Mettetevi agli ordini di Mareus Atrius, figlio di Vibio.”

Ancora oggi si vedono i segni lasciati sulle mura dalle palle di catapulta dei nemici romani.

Dopo l’assedio di Pompei, i Romani fondano nell’80 a.C. la colonia romana con veterani dell’esercito: 2500 capofamiglia si stabiliscono in città

Le grandi proprietà terriere dei Sanniti vengono espropriate, nuovi passaggi di proprietà avvengono nelle case in città.

Un esempio per tutti: all’ingresso di una piccola fattoria nella zona di Boscoreale, vengono collocate come guardiani due grandi statue in tufo, una ora esposta all’Antiquarium. Precedenti di almeno un secolo, facevano parte delle tombe monumentali dei proprietari sanniti, di cui i Romani cancellano la memoria.

La guerra è guerra! È arrivata la nuova classe dirigente romana!

Antiquarium di Pompei

Audioguida ufficiale

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