Trascrizione
Pompei era una città portuale, affacciata sul Mar Mediterraneo, crocevia di popoli.
Ce lo ricorda anche il celebre storico Strabone:
“Pompei la possedettero gli Osci, poi i Tirreni e i Pelasgi, quindi i Sanniti, che pure furono cacciati da quei luoghi. Pompei - presso il fiume Sarno che riceve e spedisce merci - è il porto di Nola, di Nuceria e di Acerra, centro omonimo di quello presso Cremona. Sovrasta tutti questi luoghi il monte Vesuvio.“
Nel II secolo avanti Cristo - quindi circa cent’anni prima del periodo in cui scrive Strabone - la storia di Pompei si stava intrecciando con quella di Roma, impegnata nelle guerre di conquista in Oriente e in Grecia. Il potere e il benessere di Roma crescevano. L’Urbe venne in contatto con la cultura greca.
“Lucius mummis luci kusul.”
Nel tempio di Apollo si trova un’iscrizione in osco dedicata al dio da Lucio Mummio. Si tratta del console romano che distrusse Corinto nel 146 avanti Cristo e la saccheggiò delle sue ricchezze e opere d’arte greca, poi portate a Roma.
Tra i suoi alleati anche alcuni Pompeiani, che per aver concorso alla vittoria furono ricompensati con parte del bottino di guerra.
La città diventa ricca e si rinnova. Si costruiscono nuovi edifici pubblici, strade, mura turrite e case lussuose. Proprio in esposizione all’Antiquarium, si trovano i capitelli figurati con la coppia maritale Dioniso-Arianna, che erano collocati all’ingresso delle case della classe dirigente sannitica. Per comprendere questa fase nel contesto del Parco Archeologico, da non perdere la più celebre casa di Pompei, la Casa del Fauno.
Il secondo secolo avanti Cristo è quindi il secolo d’oro di Pompei.
Proprio a seguito delle guerre di conquista da parte di Roma, i mercatores dalla Campania, e certamente anche da Pompei, raggiungono i principali porti del Mediterraneo. Un filo rosso lega i commercianti di Pompei alla Spagna e a Delo, porto franco del Mediterraneo per volontà di Roma, dove si svolgeva il più importante mercato di schiavi.
"Marcus Puupius Marci libertus
Sextus Luucius
Sexti libertus
Marcus Prosius Marci libertus
Numerius Titius Lucii libertus Numerianus
Caius Vereius Marci libertus
Antiochus Brutii servus
Eleuterus Terentii Caii servus
Philemo Aleidii Lucii servus
Alex(ander Tìtini Luci servus
Magistri pilas tertium et fundamenta ex caemento faciundas coeravere"
Questi i nomi di dieci Magistri campani, liberti di origine servile, probabilmente impegnati in lavori edilizi nel porto di Carthago Nova, in Spagna.