Trascrizione
Dioniso e la sua sposa - Arianna o forse Afrodite - ti danno il benvenuto all’Antiquarium di Pompei.
Sono distesi sul grande frontone in tufo che decorava il tempio nel santuario di Sant’Abbondio, costruito nel terzo secolo avanti Cristo, poco distante da Pompei. Siamo nella fase preromana della città, quella sannitica.
Osserva bene: Dioniso regge un grappolo d’uva e il kantharos, una coppa per bere.
All’interno di questo luogo sacro si svolgono i bacchanalia, riti misterici in onore di Dioniso che per i Romani sarà Bacco.
Cosa è tramandato di riti tanto segreti? Non molto, ma sicuramente il corteo, il banchetto e l’ebbrezza raggiunta con il vino erano parte del culto, riservato solo agli iniziati.
Un percorso interiore e personale, una rinascita che resta un mistero per i profani.
Immagina di arrivare al santuario: vieni ammesso al banchetto, perché sei un iniziato al culto. Gli adepti sono pochi. Viene fatto girare un recipiente di vino. Ciascuno riempie la sua coppa, beve e offre una libagione a Dioniso.
Si sacrifica un capretto. Se ne mangia la carne, cruda. Corpo e sangue del dio: che il banchetto abbia inizio!
Della Pompei sannitica sappiamo ancora poco. Ma alcuni corredi funerari del IV sec.a.C. - con oggetti riferiti alla pratica del banchetto rituale - gettano luce su questa fase più antica e meno nota della città.