Trascrizione
Attraverso la camera dei Cavalli, si entra nel cosiddetto Appartamento di Troia, dimora di rappresentanza di Federico II Gonzaga, elevato a duca di Mantova nel 1530. I lavori furono diretti da Giulio Romano, che tra 1536 e 1539 rimaneggiò l’appartamento da celibe di Federico II trasformandolo in un articolato alternarsi di sale e camerini, decorati con temi di carattere storico e mitologico a celebrazione della sovranità del nuovo duca.
L’apparato di immagini era in buona parte costituito da opere mobili, che integravano la decorazione murale ancora oggi visibile.
È il caso del camerino dei Cesari - la piccola sala sulla sinistra - che ospitava l’omonima serie di ritratti dipinti da Tiziano per esaltare le virtù militari, ora presenti attraverso copie dell’epoca.
O ancora dei busti “all’antica” di celebri condottieri scolpiti per la camera delle Teste, poi dispersi.
Proseguendo nell’appartamento si giunge alla Sala di Troia, l’ambiente di maggior prestigio.
È caratterizzata da una decorazione unitaria ad affresco, che narra appunto vari episodi della guerra tra Greci e Troiani tratti dall’Iliade omerica, integrata da altre fonti. Furono qui al lavoro, tra gli altri, Fermo Ghisoni e Rinaldo Mantovano, sotto la costante direzione di Giulio Romano. Pochi anni prima, gli stessi artisti erano stati impegnati nella decorazione della villa suburbana del Te.
Se accessibile nell’attuale percorso di visita, vi invitiamo a visitare l’attigua loggia dei Marmi. Chiamata così perché qui venivano conservati i marmi antichi della collezione ducale, l’ambiente venne trasformato in una vera e propria galleria con l’aggiunta di un prolungamento all’epoca di Guglielmo Gonzaga. Per questo è noto anche come galleria dei Mesi, per le figure in stucco allusive ai mesi dell'anno e recanti simboli dello zodiaco sulle pareti maggiori.