Trascrizione
Le pitture di questo ambiente risalgono alla fine del medioevo. Furono scoperte solo attorno al 1964, durante un restauro. Erano nascoste sotto altri strati, dipinti in epoche successive.
Sono opera di Antonio Pisano, detto il Pisanello, uno fra i più noti rappresentanti della corrente artistica conosciuta come “gotico internazionale”, ma mi dispiace dirtelo, ti giungono in pessime condizioni. Ricordo infatti un bel verde brillante al posto di questo colore scuro - chissà che gli è successo… E lo sfavillio delle armi e armature dei cavalieri era incredibilmente realistico, reso con lamine argentate e dorate - oh quanto ho fantasticato, guardandole da ragazzina.
A volere questo ciclo era stato mio nonno, Gian Francesco Gonzaga, per celebrare il titolo di marchese ricevuto dall’Imperatore nel 1433. Vi si narra un episodio del Lancelot en prose, uno dei poemi su Re Artù, che vede protagonista Bohòrt, il cugino di Lancillotto.
Guarda la parete dipinta: che scontri impetuosi tra cavalieri! È in atto un torneo presso la corte di re Brangoire, a cui prende parte proprio Bohort. Secondo il racconto, Bohort viene eletto migliore cavaliere della giornata e durante un banchetto a seguire, il re lo invita a scegliere per sé e per i suoi compagni dodici damigelle come spose: sottraendosi alla scelta perché legato a un voto di castità, Bohort suscita la delusione della figlia stessa del re che, tuttavia, mediante un incantesimo, riuscirà infine ad ottenere l’amore del cavaliere. Frattanto, durante i festeggiamenti, i cavalieri narrano ciascuno una propria avventura: li puoi vedere lungo la parete lunga della stanza, dove – te ne sarai certamente accorto – l’affresco è molto diverso. Si tratta infatti di un raffinato disegno preparatorio, rimasto tale perché il ciclo non fu mai finito.