Trascrizione
Questa sala fu costruita verso la fine del Cinquecento. Era il refettorio, cioè la sala da pranzo del Duca Guglielmo. In origine era aperta sul lato lungo, che si affaccia sul giardino pensile - rialzato di ben 12 metri rispetto a piazza Sordello.
L’aspetto attuale della sala è però dovuto agli interventi realizzati dagli Asburgo, che chiusero la loggia e la fecero decorare nello stile del tempo, il Rococò, imitando un elaborato pergolato. All’interno della finta struttura, vennero dipinti i sei fiumi del territorio mantovano, che ora danno il nome alla sala.
Al centro del soffitto è rappresentato l’episodio mitologico di “Fetonte che chiede il carro del Sole al padre Apollo”. Per dimostrare ai suoi amici di essere davvero il figlio umano del Dio del Sole, Fetònte aveva chiesto in prestito al padre il carro con cui Apollo sollevava l’astro nel cielo tutti i giorni. Il padre non era convinto, ma aveva accettato facendo mille raccomandazioni all’amato figlio. Purtroppo una volta in cielo, Fetònte perse il controllo del mezzo e si avvicinò troppo alla Terra, bruciando foreste e prosciugando fiumi. A quel punto dovette intervenire il nonno, il potente Zeus, che fermò il carro con un fulmine, facendo precipitare il povero Fetonte… nel fiume Po!
Morale della favola, non giocate con gli strumenti di lavoro di papà, e soprattutto non fate arrabbiare il nonno!
Scherzi a parte, prima di lasciare la Galleria dei Fiumi, date un’occhiata alle due grotte - ci sono stucchi e conchiglie che imitano la natura formando finte stalattiti e perfino figure umane.