La galleria delle Metamorfosi

Trascrizione

Questa galleria si chiama delle “Metamorfosi”, che vuol dire trasformazioni. Hai presente un bruco che si trasforma in una farfalla? Una cosa del genere, ma alla fine del Cinquecento, quando sono stati dipinte queste quattro camere, il riferimento era alle “Metamorfosi” di Ovidio. Un grande scrittore latino.

Detto tra noi, il testo di Ovidio è bellissimo, e anche un po’ spaventoso. A corte lo conoscevamo tutti. Forse i miei nipoti nel Seicento, quando questa galleria venne costruita dall’architetto Viani, ne leggevano qui qualche passo. Di sicuro in queste sale il duca Vincenzo I metteva in mostra le sue collezioni di meraviglie: pietre preziose, conchiglie, coralli, animali fossili. Sono sicura che non ti è sfuggito il coccodrillo appeso al soffitto!

Quelli che vedi ora non sono proprio quelli originali, ma ti aiutano ad immaginarli. 

E a proposito, immagina, c’era perfino un ippopotamo impagliato. E sopra l’ippopotamo c’era il cadavere mummificato di un uomo. Non sto scherzando. Era la mummia di Rinaldo Bonacolsi, detto il Passerino, che era stato ucciso nel 1328 da Luigi Gonzaga, il primo della mia famiglia a prendere il potere a Mantova.

 Davvero un macabro trofeo! Che infatti, nel Settecento, fu fatto sparire.