La sala di Manto

Trascrizione

Questo grande salone è il più ampio nel percorso di visita del Palazzo. 

Fu costruito nel 1549 in occasione delle nozze di uno sfortunato Gonzaga, Francesco III - il poverino morì ancora giovane di polmonite, dopo essere caduto nelle acque gelide del lago.

Se guardi verso l’alto vedrai un soffitto di legno a cassettoni, riccamente intarsiato e decorato, e subito sotto lungo le pareti, otto storie dipinte a olio e leggermente inclinate verso l’osservatore - un trucchetto che ne facilitava la visione dal basso ed evitava che si impolverassero troppo.

Queste storie raccontano della mitica figura di Manto, descritta dalla cultura greca come figlia dell’indovino Tiresia. La leggenda narra che la giovane scappò da Tebe dopo la morte del padre e si rifugiò lungo le rive del fiume Mincio. Qui, le sue molte lacrime  formarono un lago dalle acque magiche. Pare che donassero a chi le beveva la capacità di vedere il futuro, ma prima che tu decida di provarci, ti ricordo anche di come finì il povero Francesco III! 

Tornando a Manto, secondo il grande poeta Virgilio - che era nato proprio a Mantova - fu suo figlio Ocno a fondare una nuova città in mezzo al lago e a chiamarla Mantua, in onore di sua mamma.

Ti dico una cosa, che da ragazzina non capivo: noi Gonzaga, prima di diventare potenti, eravamo gente semplice - di campagna, in un certo senso. Tutti questi dipinti servivano anche per darci importanza, capisci, per dimostrare che avevamo diritto al potere…