Trascrizione
Ci sei? Siamo entrati nel Castello di San Giorgio, ma di questo ti parlo tra poco. Adesso concentrati perché stai per entrare nella “più bella camera del mondo”! Ascolta quanto ti dico qui, in anticamera. Poi metti via il cellulare e goditi appieno il più importante capolavoro del grande maestro, Andrea Mantegna.
La Camera degli Sposi - o Camera Picta come la chiamavano i miei genitori - è un ambiente piccolo - per favore, non fermarti più di cinque minuti - ed è decorato con una base di marmo colorato che continua lungo tutta la stanza e la rende un ambiente unico, in tutti i sensi. Subito sopra, diverse colonne e pilastri sostengono tendaggi dietro ai quali, come in un teatro, si svolgono scene di vita della mia famiglia - e ci sono anch’io!
Nella prima scena, sulla parete del camino, vedrai i miei genitori, Ludovico II e Barbara, mentre ricevono notizie nell’intimità del nostro salotto. Intimità si fa per dire, perché tra fratelli e sorelle avremmo potuto organizzare un torneo di calcetto, per non parlare del numero di consiglieri e cortigiani che circondavano sempre i miei genitori… per inciso, io sono quella in piedi tra mia madre, la marchesa, e la nana di corte Lucia, a cui ero tanto affezionata. Io invece, come vedrai, sono distratta, il mio sguardo perso chissà dove… Del resto prova tu a rimanere immobile per ore e poi mi dici… Guarda, anche il mio amato cane Rubino, che vedi sotto il seggio di mio padre, non ce la faceva più!
Nel secondo episodio, sulla sinistra, sono ritratti di nuovo mio padre e mio fratello maggiore, Francesco. Il primogenito era in realtà Federico, che vedrai sulla destra, di profilo. Ora, devi sapere che Federico aveva la gobba. Eh già… Il Mantegna dipingeva talmente bene che è riuscito a nasconderla tra le pieghe del vestito.
Tornando a Francesco, il suo ritratto è centrale perché, anche se era il secondogenito, riuscì comunque ad ottenere un certo potere, diventando vescovo di Mantova. Ricevemmo la stessa educazione io e Francesco, così come tutti i miei fratelli e sorelle, cosa non da poco per quegli anni. Tipico del tempo invece, era che andassi in sposa a qualcuno che favorisse la posizione politica della mia famiglia… purtroppo il destino mi portò lontana dalla mia amata Mantova… ma questa è un’altra storia!
Prima di uscire, ci sono un altro paio di cose che non puoi perderti… Vicino alla porta di ingresso, sulla destra in alto, se osservi bene troverai un altro importante ritratto, sembra in rilievo sopra uno sfondo giallastro: è l’artista, proprio lui, Andrea Mantegna - geniale! Basta guardare il modo in cui è riuscito a rappresentare cani e cavalli, la passione di famiglia, per capire quanto fosse bravo mastro Andrea… e se poi guarderai verso l’alto, vedrai per cosa questa stanza è davvero passata alla storia - ma non voglio rovinarti la sorpresa.
Guarda e basta, ok?