Sala di Giurisprudenza

Trascrizione

Nella Sala di Giurisprudenza troviamo un grande affresco che Gino Severini completò nel 1942. Al centro, la personificazione di Venezia dominatrice siede tra la Giustizia e la Pace. 

Ai suoi piedi, il leone di San Marco, le imbarcazioni, un gruppo di curiosi piccioni. Sulla sinistra avanza il Collegio dei dottori giuristi padovani, sulla destra il governo della Serenissima. Sullo sfondo, i profili delle città di Padova e Venezia, quasi indistinguibili tra loro.

La relazione con la Repubblica fu vantaggiosa per l’Ateneo. Padova chiedeva il monopolio sugli studi superiori. Venezia lo concesse, nel 1406, ma in cambio pretese di controllare più da vicino la nomina del corpo docente.

La Serenissima mise a disposizione dell’Università potenti canali diplomatici per attrarre professori stranieri di chiara fama, garantì libertà intellettuale e protesse l’Ateneo dalle ingerenze religiose.

A partire dal 1500 l’Università di Padova divenne il più grande centro di insegnamento per gli scolari non cattolici in Europa - tra i quali molti tedeschi di confessione luterana o calvinista e molti ebrei.

In questa sala dal 1627 operò il Collegio Veneto, una commissione d’esame nominata da Venezia che garantiva la laurea a studenti non cattolici, non costringendoli alla profèssio fìdei imposta dal Papato nel 1564. In un secolo di attività, il Collegio vide laurearsi non meno di 149 studenti di religione ebraica.