Trascrizione
Entriamo ora in una farmacia di inizio Ottocento, donata all’Università dal farmacista Giuseppe Maggioni, con mobili, arredi e strumenti originali. Qui viene illustrata l’evoluzione della farmacopea, dai cosiddetti semplici al farmaco di sintesi dei nostri giorni.
Nel 1533 l’Università di Padova affida a Francesco Bonafede la cattedra di “lettura dei semplici”. Per insegnare ai suoi studenti a riconoscere le piante con proprietà curative, il professore immagina un orto dei semplici, poi effettivamente fondato nel 1545, e una spezieria. Ma sarà solo con la donazione di Maggioni, pochi anni fa, che questa viene aggiunta all’Orto e al suo patrimonio. I suoi vasi, flaconi, spatole, mortai, bilance e oggetti curiosi - come una macchina per stampare le etichette - ci raccontano che cosa faceva lo speziale, quali erano i suoi strumenti e quali “ingredienti” usava per ottenere i suoi rimedi.
Tra questi, il medicamento più celebre della storia del farmaco è la teriàca, ritenuta per più di un millennio una panacèa, un rimedio infallibile. Il suo ingrediente fondamentale era la carne di vipera, che si riteneva conservasse anche l'antidoto, oltre al veleno. La teriàca fu trasmessa in tutti i ricettari fino all'Ottocento, insieme ad altre piante che troverete qui - tra cui quelle velenose.