Trascrizione
In questa sala è riunita una selezione di oggetti preziosi utilizzati nei secoli nelle celebrazioni liturgiche nella cattedrale di San Vigilio. Croci e calici, pissidi e ostensori per le ostie consacrate, e reliquiari venivano realizzati, secondo le prescrizioni canoniche, in materiali rari e di pregio così da richiamare la luce divina.
Il principale attributo della dignità episcopale è il cosiddetto “pastorale”, un bastone con l’estremità ricurva che allude al potere esercitato dai vescovi in quanto “pastori di anime”. Qui puoi vederne un elegante esempio risalente alla metà del Quattrocento, probabilmente realizzato da un argentiere tedesco di passaggio a Trento per il principe vescovo Giorgio Hack, raffigurato inginocchiato al centro del riccio.
Al centro della sala si trova la grande urna processionale di San Vigilio del 1632, che la città di Trento fece realizzare come ringraziamento al santo patrono per la protezione ricevuta contro la peste. L’urna, aggiornata secondo il gusto rococò nel 1760, viene utilizzata ogni anno in occasione della solenne processione in onore di San Vigilio, il 26 giugno.
Sul fondo, una grande vetrina richiama l'armadio ad ante dipinte in cui originariamente si custodivano, nella sacrestia del Duomo, i preziosi vasi sacri della diocesi. Tra questi, spicca il reliquiario “a braccio” di San Vigilio, un esempio dei cosiddetti reliquiari “parlanti”, che con la loro forma rivelano la parte del corpo del santo che contengono.