I grandi predatori di ritorno in Valtellina

I boschi delle montagne dell'Alta Valtellina...

Trascrizione

I boschi delle montagne dell'Alta Valtellina, insieme a quelli delle confinanti regioni  svizzere e altoatesine, fornivano un vasto territorio sia all'orso bruno che al lupo. In particolare, il versante Orobico era il luogo privilegiato dagli orsi, che amavano i boschi fino a un'altitudine di 1500-1800 metri, e a volte d’estate si spingevano anche sopra i 2000 metri - è qui che la caccia è stata particolarmente intensa.

Eh già, perché anche se a noi può sembrare quasi impossibile, questi animali oggi protetti sono stati cacciati senza tregua per secoli - i primi documenti a questo riguardo risalgono al 1200! Si dice che in Valtellina l’orso bruno si sia estinto agli inizi del 1900, l’ultimo avvistamento documentato risale infatti al 1913, quando si scorse una mamma orsa con i suoi cuccioli in Valdidentro. 

In questa teca è conservata la testimonianza del dottor Giovanni Gualteroni riguardo all'orso abbattuto nel 1887 in Valgerola, insieme al cranio dell’animale e al proiettile semi-schiacciato che lo ha ucciso.

Queste considerazioni storiche evidenziano quanto le difficoltà che da sempre incontriamo nell’interazione con la fauna selvatica, non risiedano tanto nel comprendere le dinamiche ecologiche, ma soprattutto nel gestire quelle psicologiche ed economiche. Per questo è fondamentale adottare adeguate misure di conservazione, per proteggere le specie a rischio di estinzione come l'orso bruno.

L’altro controverso predatore che ancora si può incontrare in Valtellina è il lupo.

È un animale schivo e timido, evita le persone il più possibile, ama vivere nelle zone in cui riesce a tenere d’occhio la situazione - foreste aperte e territori adibiti a pascolo. Mangia quel che c’è, anche frutta, bulbi e tuberi. Quando vive in branco, cioè in piccole comunità guidate dalla coppia dominante, caccia cervi e altri ungulati, mentre quando vive solitario caccia prede più piccole, come lepri, uccelli, topi, anfibi, rettili, molluschi e altri invertebrati. 

In alcune circostanze, per esempio in inverno quando c’è poco cibo, è possibile incontrare un lupo solitario anche in aree abitate e, se resta un evento occasionale, non deve preoccupare. Capita infatti che alcuni animali selvatici, in situazioni estreme, perdano la diffidenza naturale nei confronti delle persone, e si avvicinino senza mostrare segni di fuga o paura. 

È importantissimo non incentivare questi comportamenti per due motivi. 

Il primo è di sicurezza: un lupo è un lupo! I nostri movimenti potrebbero essere fraintesi e suscitare aggressività nell’animale, per difesa. Rimani sempre a distanza di sicurezza e se fosse l’animale a cercare di avvicinarsi - spontaneamente e ripetutamente - a meno di 30 metri di distanza, segnala immediatamente l'evento alle autorità competenti.

E il secondo motivo è riconoscere e rispettare ciò che è Natura. Questo vuol dire accettare e apprezzare che non tutto è a nostra disposizione.