Vicino a te ci sono un blocco di dolomia e uno di arenaria. Sono due rocce molto diverse, di cui abbiamo parlato nello stop precedente. Vengono entrambe dalla gola del Bletterbach, un luogo eccezionale proprio perché permette di vedere e studiare rocce vecchie fino a 260 milioni di anni.
Senti la differenza al tatto? La dolomia, la roccia di cui è fatto il Corno Bianco, ha una superficie abbastanza liscia, con pochi spigoli acuti. L’arenaria invece è più ruvida, perché è formata da sabbia diventata roccia.
Il colore biancastro della dolomia si deve alle alghe calcaree da cui si è formata.
Il colore dell’arenaria dipende da quello dei vari granelli di sabbia. Il rosso indica che i granelli sono ricchi in ossido di ferro, che si è ossidato quando dei sedimenti ferrosi si sono bagnati e asciugati ripetutamente; un po’, come quando si forma la ruggine. Se invece ci sono delle parti grigiastre, evidentemente la stratificazione è stata più rapida, ed è avvenuta sotto il livello dell'acqua, come all’interno di un alveo del fiume.
Lungo il sentiero
Se percorri il sentiero che da qui porta fino al punto panoramico, vedrai una vista stupenda sulla Gola del Bletterbach. Il percorso dura circa mezz'ora, e richiede un certo allenamento.
Da fare: i musei
Per scoprire altri dettagli come questi, visita i musei della zona.
Ad Aldino ti aspetta il Centro Visitatori che dà accesso alla gola del Bletterbach: ti servono scarponi comodi e un paio d’ore di tempo.
Al GEOMuseo di Redagno è disponibile un’esperienza di realtà virtuale che ti permette di vedere e capire la gola del Bletterbach da punti di vista altrimenti inaccessibili.