Trascrizione
Immagina la scena: è il 1568, la Torre è ancora in costruzione, e a cavallo arrivano l’ing. Giovanni Tommaso Scala e il Vicerè Pedro Afàn de Ribera. Il primo è - si direbbe oggi - il responsabile del cantiere. Il secondo è il suo capo: il responsabile di tutto il progetto delle torri di difesa, scelto personalmente da Carlo V, e giunto sul posto per un sopralluogo. Se te li stai immaginando affaticati, non sbagli: l’operazione era davvero monumentale.
Su tutta la costa della Puglia, in genere, queste Torri venivano costruite a una distanza di circa 30 km tra di loro. Ma la costa del Gargano è rocciosa, frastagliata e come abbiamo visto strategicamente ambita; sui litorali dal Fortore a Manfredonia si scelse quindi di costruire ben 10 torri, ognuna a distanza di 10 chilometri dall’altra. Torre San Felice è quella più orientale.
La base della Torre è a tronco di piramide, ideale per un punto molto esposto ad eventuali attacchi. Questa soluzione progettuale era descritta nei documenti ufficiali con estrema precisione: la struttura esterna doveva “presentare una scarpatura continua compresa tra i 5 e i 10 gradi, al fine di garantire la solidità strutturale legata alle sollecitazioni impresse dalle artiglierie”.
La parete esposta al mare non ha aperture, ed è solo sulle facciate laterali che si trovano le feritoie per scrutare l’orizzonte; tuttavia, in origine, delle piccole aperture erano presenti su tutti i fronti.
All’interno la Torre ha un unico ambiente, a cui si accede dalla parte verso l’entroterra tramite una scala esterna fissa. Anche questa scala è un’aggiunta successiva.
Al momento della costruzione, per salire al vano interno del primo piano si usava una scala in legno che veniva calata dall’interno in caso di necessità.
Esiste un secondo piano, accessibile solo dall’interno tramite una scala con gradini in pietra.